La vera storia di Romeo e Giulietta .



 Mariotto e Ganozza 

sono i protagonisti della trentatreesima novella del Novellino di Masuccio Salernitano , pubblicata postuma nel 1476 e ambientata a Siena. Ispirarono Luigi da Porto per la sua Historia novellamente ritrovata di due nobili amanti, e indirettamente la novella fu una fonte del Romeo e Giuliettashakespeariano.



Siena era allora divisa nella violenta contesa fra due potenti famiglie, i Tolomei (guelfi)



e i Salimbeni (ghibellini). 




La famiglia di Giannozza era schierata con questi ultimi e c'era per lei, nell'aria, un matrimonio combinato con un membro di quella casata.

L'amore di Mariotto e Giannozza è platonico, fatto di sguardi, parole sussurrate, pensieri e cuori palpitanti. Accade così che Mariotto assista a un uno scavo davanti alle case de' Malavolti dove viene ritrovata un'antica statua di una donna bellissima che fu posta sulla fonte di Piazza del Campo. Gli sembra un buon augurio. Così i due giovani decidono di sposarsi segretamente. Ma continuano a vedersi clandestinamente.




Un giorno Mariotto si accorge dei pesanti apprezzamenti che vengono rivolti a Giannozza sulla via da un giovane nobile.

Dunque gli assesta un colpo e questo muore. Mariotto scappa - perché non può rivelare che Giannozza è sua moglie - e viene condannato in contumacia. 




La sua fuga lo porta ad Alessandria d'Egitto, dove ha uno zio.

Da li scrive a Giannozza che però, nel frattempo, viene promessa sposa, dalla famiglia, a un rampollo dei Salimbeni. La ragazza dice di no al padre, gli grida che preferisce morire e va a cercare aiuto dal frate che l'aveva segretamente unita in matrimonio a Mariotto.



Il frate s'inventa il trucco della pozione per inscenare la finta morte di Giannozza che si sarebbe risvegliata dopo tre giorni. La ragazza beve e il giorno dopo è davvero creduta morta. Il padre si dispera e piange.



La ragazza viene sepolta nella chiesa di Sant'Agostino dove quella notte stessa il frate la disseppellisce e la rianima.




Lei si traveste da frate e s'imbarca per Alessandria d'Egitto. Prima però provvede a inviare una lettera a Mariotto dove lo informa di tutto. Purtroppo colui che avrebbe dovuto recare la missiva fu ucciso dai corsari, mentre il giovane innamorato ricevette il biglietto del fratello che lo informava della morte di Giannozza.



Mariotto sconvolto s'imbarca alla volta dell'Italia. A Napoli si traveste da povero pellegrino e arriva a Siena dove entra da Porta ai Tufi. 




Trascorse giorni a piangere sulla tomba dell'amata, nella chiesa di Sant'Agostino, finché - pazzo di dolore - una notte si fa chiudere nella chiesa deciso ad aprire il sepolcro e lasciarsi morire accanto alla fanciulla.




Il sacrestano però lo scambia per un ladro, cosi Mariotto viene catturato e

riconosciuto. Davanti al Podesta stavolta deve rivelare tutto, ma viene egualmente condannato a morte, mentre le donne di Siena piangono il giovane innamorato che viene ucciso.



Giannozza nel frattempo è arrivata ad Alessandria e scopre dallo zio il malinteso delle lettere. Cosi torna precipitosamente indietro. Arrivata a Siena incontra tante persone che raccolgono sassi o impugnano picconi, correndo fuori dalle mura della città. Sente parlare di "donne inhoneste" e di loro amanti da impiccare.




Era accaduto che i notabili riuniti nel

consiglio della città avevano rilevato che dal giorno del ritrovamento di quella famosa statua gli scontri con i fiorentini erano andati sempre peggiorando. Fu cosi deliberato di distruggerla e seppellirne i frantumi in terra fiorentina. Era la statua che secondo Mariotto sarebbe stata di buon auspicio per l'amore dei due giovani.




Giannozza scopre pure che tre giorni prima Mariotto era stato impiccato. Distrutta dal dolore decide segretamente di entrare in un monastero a piangere la sua tragedia "con poco cibo e niente dormire" fino alla fine della sua vita. E dopo pochi giorni la giovane muore. 



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